Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
“Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.” (Salmo 66)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
“Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.” (Salmo 66)
testimonianza di suor Cecilia
In duemila anni moltissime sono le formule di benedizioni elaborate dalla Chiesa che si rifà a Cristo. Sono formule bellissime. La bellezza sta ovviamente nella fede semplice, matura e genuina che da essa traspare. Alcune sono così semplici che portano pace in chi le pronuncia. Si sente da lontano che hanno una lontano origine e una forza data dal continuo uso. In casi di necessità si può benissimo ricorrere alla propria creatività e inventare sul momento preghiere di benedizione. Dio non guarda alla formula di benedizione in sé, ma alla fede che essa contiene. La fede può essere duplice. Il benedicente e il destinatario. Ma va bene anche quella del solo benedicente. Va bene anche una fede debole. Va bene la fede anche di un incredulo , a volte. Dio farà il resto. Dio guarda il cuore non le formule. Su , coraggio mettiamoci all’opera : benediciamo ciò che vediamo, chi incontriamo. Romani 8,22
“22Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.23Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.24Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? 25Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
26Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; 27e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.”
Dal libro dei Numeri 6,22-27
“Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”.
Benedite: dite bene. Del vostro prossimo. Di chi è intorno a voi. “Dite bene” significa qualcosa di più di intessere un elogio del prossimo ( moglie, figlia, figlio, nipote, genitore, parente, vicino, amico e nemico). Infatti non è un giudizio. Non è una constatazione delle qualità di queste categorie di persone. L’ Antico Testamento parla di un mondo pratico , di gente pratica, che non passava il tempo a giudicare gli altri attraverso il piccolo schermo del proprio tv, tablet, o smartphone. ” Dite bene” è per il mondo semitico un fare. E’ una parola performativa , come sapientemente ha individuato J.L.Austin. Io faccio cose con le parole.Questa è il mondo semitico, dove è nata la Bibbia. Chi dice bene fa scendere sulla persona che sta benedicendo ciò che invoca: la salute, la pace, la vita, l’abbondanza , la guarigione, e ogni altro bene. Dio fa con la Parola. L’uomo, creato a sua immagine e somiglianza , fa con la benedizione ( che è un dire bene). Tacere , stare in silenzio a volte è cosa molto opportuna , a volete è dannoso. Ci sono occasioni in cui il padre deve bene dire. In cui la madre deve bene dire . In cui il ministro ordinato deve bene dire. In cui il battezzato deve bene dire.
Dio ha dato all’uomo una grande possibilità. Esercitando questa possibilità si partecipa al progetto di Dio a beneficio del nostro prossimo. L’importanza della benedizione era chiarissima a Israele del Primo e del secondo Testamento. Poi è arrivata un po di dimenticanza. Poiché , oggi, sono molti quelli che male dicono, chi è un operatore di pace si metta al lavoro : benedite!
Signore Gesù, ti adoro e ti ringrazio per la fede che mi hai dato nel battesimo.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, tu sei il Messia Salvatore. In questo momento voglio dirti come Pietro: “Non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati”.
Ti accetto, Signore Gesù, nel mio cuore e nella mia vita: voglio che tu ne sia l’assoluto Signore.
Perdona i miei peccati, come hai perdonato i peccati del paralitico del Vangelo. Purificami con il tuo sangue divino.
Io metto ai tuoi piedi la mia sofferenza e la mia malattia. Guariscimi, Signore, per il potere delle tue piaghe gloriose, per la tua croce, per il tuo Preziosissimo Sangue.
Tu sei il buon Pastore e io sono una delle pecore del tuo ovile: abbi compassione di me.
Tu sei il Gesù che ha detto: “Chiedete e vi sarà dato”. Signore, il popolo della Galilea veniva a deporre i propri malati ai tuoi piedi e tu li guarivi.
Tu sei sempre lo stesso, tu hai sempre la stessa potenza. Io credo che tu puoi guarirmi perché hai la medesima compassione che avevi per i malati che incontravi, perché tu sei la risurrezione e la vita.
Grazie, Gesù, per quanto farai: io accetto il tuo piano d’amore per me. Credo che mi manifesterai la tua gloria. Prima ancora di conoscere come interverrai, ti ringrazio e ti lodo. Amen.
Ogni anno la stessa storia: correre a comprare i regali di natale. Al primo posto la fidanzata. O il fidanzato. Poi la moglie. I figli. Il capoufficio. Coloro che contano e possono schiacciarti sul lavoro . E’ una corsa incredibile. Perché ci si riduce sempre all’ultimo minuto. Una corsa che logora. E che costa . Fiumi di soldi scorrono. In piccoli oggetti. Che non fanno la felicità di nessuno. Nè di chi riceve , nè di chi ha comprato il regalo.Per fare contento il destinatario bisognerebbe conoscerlo a fondo. Bisognerebbe che non avesse quella cosa, e che la desidera in quel momento della sua vita. Tutte condizioni difficili a centrarsi. Allora tutto si riduce a una finta : chi riceve fa finta di essere entusiasta del regalo che gli hai fatto, fa un sorriso di circostanza, e il giorno dopo dimentica il regalo . Se capisci che il tuo regalo ha fallito fai finta di niente se non hai intenzione di mettere di nuovo mano al portafoglio . e tutto fila sui questo binario di finta. Allora perché non provare a cambiare? Niente più regali a Natale. Un fatto rivoluzionario. Che cambierebbe il mondo. Che darebbe a tutti noi un po di respiro. Per potersi riposare un po o per poter pensare un attimo. Pensare a cosa ? Al significato del Natale per esempio. Gesù , dopo l’incarnazione, nasce per noi. Chissà cosa significa. Chissà che questa nascita possa significare la nascita di qualcosa in me . Un senso di pace, di riposo, di stare con me stesso, con la mia famiglia , con chi importante per me. A natale tutti a casa ? Si, sarebbe bello. Fermarsi un po per stare in famiglia , senza regali, senza spendere troppo, senza stressarsi inutilmente . Al posto del regalo-oggetto offrire a chi ci interessa noi stessi. Che regalo immenso è regalare se stessi. Dio fa così : a Natale regala se stesso. A tutti noi. Lui viene. In una mangiatoia. Viene per amore . Per amore dà se stesso a ognuno di noi. Dare un po di noi a chi amiamo è il più bel regalo da fare nel periodo di Natale. I regali vanno fatti più in là: quando la persona che amiamo festeggia il suo compleanno, il suo battesimo, il suo matrimonio, persino il suo onomastico . I regali sono importanti se ci prepariamo con cura a dare. Se una persona ci interessa la curiamo. Non una volta all’anno , ma in continuazione. Un impegno. Un impegno del cuore. Un cuore grande e non rimpicciolito. Un cuore che a Natale si allarga e riceve Gesù che nasce e ci dona se stesso. Gesù viene e rimane con noi. Cresce con noi e ci fa dono agli altri per tutto l’anno.
Preghiera per un ammalato
O Signore Gesù, durante la tua vita sulla nostra terra hai mostrato il tuo amore,
ti sei commosso di fronte alle sofferenze e molte volte hai ridato la salute ai malati
riportando nelle loro famiglie la gioia.
Il nostro caro (nome) è (gravemente) ammalato,
noi gli siamo vicini con tutto ciò che è umanamente possibile. Però ci sentiamo impotenti:
veramente la vita non è nelle nostre mani.
Ti offriamo le nostre e le sue sofferenze e le uniamo a quelle della tua passione.
Fa che questa malattia ci aiuti a comprendere di più il senso della vita, me concedi al nostro (nome) il dono della salute perché possiamo insieme ringraziarti e lodarti per sempre. Amen.
===============================
O Cristo, medico dei corpi e delle anime veglia sul nostro fratello infermo e sofferente; e, come il buon samaritano, versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. Con grazia sanante del tuo Spirito illumina la difficile esperienza della malattia e del dolore, perché sollevato nel corpo e nell’anima si unisca a tutti noi nel rendimento di grazie al Padre delle misericordie. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli.
Dio Creatore e Salvatore,Tu domini con l’affetto le creature e le guidi alla salvezza.
Noi ti preghiamo: risana le ferite di questo nostro caro ammalato,allevia il suo dolore e concedigli la salute del corpo. Perdona i suoi peccati e liberalo dall’angoscia della malattia. Noi abbiamo fiducia in Te:
Tu hai guarito tanti ammalati, hai liberato dal carcere i tuoi apostoli Pietro e Paolo,
e hai comandato ai tuoi sacerdoti di assistere gl infermi.
Signore, fa che questo nostro caro malato sia liberato dal carcere della malattia e che possa ringraziarti nella tua Chiesa.
Così sia.
C’è un giochetto bellino : confondere la causa con l’effetto. Viene usato dai prepotenti, per schiacciare i deboli , chi non si sottomette al loro potere. E’ efficace. Confonde le acque. Fa passare l’innocente per colpevole e l’assassino per vittima. Giochetto antico . Almeno di duemila anni. Come smascherarlo? Non è facile . Sta qui la forza dei delinquenti : possono farla franca. Possono avere l’impunità. E possono ottenere la tua condanna ( ovviamente solo se sei innocente ). Le persone che hanno il sesto senso per riconoscere i delinquenti sono pochi. Questi pochi sono consapevoli che nulla possono contro costoro e se ne stanno alla larga. In questo modo sperano di salvarsi. A volte ci riescono. A volte devono lottare due volte , perché costoro ti verranno a cercare . Perché lo fanno ? Per coinvolgerti nel loro piano : farti loro complice , asservirti al loro progetto, darti un po’ di potere anche a te. Ma sono loro che guidano il gioco. Un gioco malvagio: farsi adorare dagli uomini. Te compreso. Se ti rifiuti capiscono che non stai dallo loro parte. Allora sono guai per te. Intuiscono che hai spirito critico. Questo li preoccupa un po’. Cercano di sondarti: fino a che punto possono lasciarti vivere? A volte ti lasciano vivere. A volte sono assaliti da dubbi. Se il loro dubbio si unisce al dubbio di qualcun altro della loro combriccola sei finito. Presto arriverà la decisione di toglierti di mezzo “con ingiusta sentenza”.
Non so che dirti.
Ti capisco : loro di chiedono atti di adorazione pura e filiale. Ma a te non ti va. Vuoi rimanere libero. Fuori da questi lacchezzi. Ma per loro esistono due campi e basta : o sei con loro o sei contro di loro. Libertà è una parola troppo complicata e pericolosa. Costoro conoscono una sola parola : obbedienza cieca e incondizionata . A chi ? A loro ovviamente. Il fatto che non hai fatto atto di obbedienza è inconcepibile. Sapendo che sono la magnificenza assoluta non praticare atti di adorazione nei loro confronti è lesa maestà. Come minimo meriti , a questo punto, la morte . Civile prima , e fisica dopo. Ma se muori tu , c’è sempre la possibilità che un tuo erede si vendichi. Allora deve morire anche il tuo erede. E gli amici dei tuoi eredi. Perché non si sa mai. Ci vuole uno sterminio. Totale. Così non se ne parla più. Costoro agiscono più o meno così. Quando lo scoprirete sarà troppo tardi per voi. Infatti è scritto : ” 16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.” Matteo 10,16-18
«Ascoltare gli altri quando esprimono i loro sentimenti –rabbia inclusa – è un atto di pace. Non ascoltare solo per determinare quando puoi inserire le tue parole. Quando sei pienamente presente nell’ascolto , tu fai si che l’altro scopra la pace dentro di sé».»Carol Ann Morrow, Pace a Te,Paoline,2008peace therapy
«Usa un tono di voce gentile quando chiami i tuoi familiari al telefono, per pranzo o dal gioco. Invita piuttosto che comandare; favorisci collaborazione piuttosto che opposizione. Sii paziente .la pace giunge su ali leggere e non attraverso passi pesanti.»Carol Ann Morrow, Pace a Te,Paoline,2008peace therapy