1 gennaio2026 augurio

Da una antica Omelia :

«Fratelli, cominciamo bene all’inizio di quest’anno. La parola di Dio ci consegna una parola chiara e forte. Il Signore parlò a Mosè, ad Aronne e ai suoi figli e disse:  “Voi benedirete i vostri fratelli. Voi benedirete. Per prima cosa, che lo meritino o no, voi li benedirete”.

Mio e vostro compito per l’anno che viene è questo: benedire i fratelli. E come si fa a benedire? Dio stesso ordina le parole: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto”. La benedizione di Dio non è salute, denaro, fortuna, lunga vita, ma molto semplicemente è la luce. La luce è tante cose, lo capiamo guardando le persone che hanno luce e che trasmettono bontà, generosità, bellezza, pace.

Poi continua la Bibbia: “Il Signore ti faccia grazia”. Cosa ci riserverà questo nuovo anno? Non lo sappiamo. Ma di una cosa sono certo: il Signore mi farà grazia. Il Signore si rivolgerà verso di me, si chinerà su di me, mi farà grazia di tutti gli sbagli. Qualunque cosa accadrà quest’anno, Dio sarà chinato su di me e mi farà grazia.

Il Vangelo oggi ci porta a vedere un bambino, una mangiatoia, una madre che custodisce tutto nel cuore: Maria. Non capisce tutto, ma si fida. Non parla molto, ma ama profondamente. Maria ci insegna come iniziare l’anno: non con la fretta, non con il controllo, ma con l’ascolto e la fiducia.

Quel bambino ha un nome: Gesù, che significa “Dio salva”. Non promette una strada facile, ma promette di camminare con noi sempre. E oggi ci è chiesto: prega per la pace. Non una pace lontana, ma quella che nasce dal cuore semplice, dalle mani che aiutano, dalle parole che benedicono invece di ferire.

Affidiamo questo nuovo anno al Signore. Chiediamo che faccia splendere su di noi il suo volto e di renderci strumenti della sua pace. Preghiamo il Signore per benedire quest’anno, per fare splendere su tutti noi il suo volto e ci doni la sua pace per poterla offrire ad ogni persona che incontriamo. Amen.»

Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

Numeri 6, 22-27


Commento: L’Arte di Benedire e lo Sguardo di Dio

Il testo ci invita a cambiare radicalmente la nostra prospettiva sul tempo che inizia. Non è un elenco di buoni propositi, ma l’accoglienza di un dono e l’assunzione di una missione.

1. La “Benedizione” come missione quotidiana

L’omelia sottolinea un aspetto rivoluzionario: benedire l’altro “che lo meriti o no”.

  • Benedire significa “dire bene”: È un atto creativo della parola. In un mondo spesso segnato dal giudizio e dal lamento, il cristiano è chiamato a essere colui che cerca e riconosce il bene nell’altro.
  • Gratuità: La benedizione non è un premio al merito, ma un riflesso dell’amore di Dio che “fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi”.

2. La Luce del Volto: La vera felicità

Il commento chiarisce che la benedizione biblica non coincide con il benessere materiale (soldi, salute, fortuna), ma con la Luce.

  • Il “volto che risplende” suggerisce l’idea di un Dio che non è distante o severo, ma un Padre che sorride ai suoi figli.
  • Vedere la luce nelle persone significa percepire quella “bontà e bellezza” che non deriva dalle circostanze esterne, ma da una pace interiore.

3. Il Dio che si “china”: La Grazia

Uno dei passaggi più toccanti è l’immagine di Dio che si china sull’uomo.

  • Questa immagine evoca la tenerezza di un genitore che si abbassa per sollevare il figlio che è caduto.
  • Ci dà una certezza per l’anno a venire: qualunque errore commetteremo, la Grazia di Dio è già pronta a venirci incontro. Non siamo soli davanti ai nostri sbagli.

4. Il modello di Maria: Custodire e Fidarsi

Davanti al mistero del tempo e dell’imprevisto, l’omelia ci indica Maria come guida:

  • Contro la fretta e il controllo: Maria non pretende di capire tutto subito. “Custodisce nel cuore”. Ci insegna che la pace non viene dall’avere tutto sotto controllo, ma dalla capacità di accogliere la realtà con fiducia.
  • Il silenzio fecondo: Maria parla poco perché è impegnata ad ascoltare. L’anno nuovo sarà buono se sapremo fare spazio all’ascolto di Dio e degli altri.

5. Gesù: Il Nome che è Compagnia

Il nome di Gesù (“Dio salva”) non è una bacchetta magica per evitare le difficoltà, ma la garanzia di una presenza. La salvezza non è l’assenza di problemi, ma il fatto che “Dio cammina con noi”.

Iniziare l’anno con questa benedizione significa scegliere di essere “strumenti”. La pace che chiediamo per noi non è un bene privato, ma qualcosa da “offrire a ogni persona che incontriamo”. È l’invito a passare da una vita centrata sull’ “io” (le mie paure, i miei successi) a una vita centrata sul “volto” dell’altro.

Admin con AI Google Gemini
 1 gennaio 2026

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