poesia

Ho conosciuto un uomo.

In questi giorni
ho conosciuto un uomo.

Provo a raccontarvi
cioè che non si può raccontare con parole .

E’ consapevole che la vita
è un dono, ed è grato ai suoi genitori che hanno riscaldato le lenzuola
e lui è nato.
Li nomina spesso
e spesso pensa a loro
con gratitudine.

La vita è un dono e da lui
zampilla una fonte di gioia che trabocca
e sparge allegria dappertutto.

Non sa cosa gli succederà domani,
fra una settimana, un mese,
un anno.
Non gli importa neanche.
Non sa cosa gli succederà fra dieci minuti
e tutto gli va bene.
Se venisse la morte gli va bene ,
perché ha vissuto.
Persino le particelle invisibili di acqua
lo conoscono. Quando le incontra le saluta
e loro lo salutano.
Con gioia.

Si è fatto tutto a tutti,
senza sforzo,
per scelta e non per costrizione.

Non mi mancherà
perché non è andato via.
E’ qui,
nella rugiada,
nel seme che cresce,
muore in inverno,
ricresce in primavera.
E’ nell’albero,
che parla con i fratelli,
stringe le mani al caldo del suolo,
offre riposo al falco e al colombo.
E’ nelle piccolissime goccioline d’acqua invisibili,
che salgono e poi scendono per dare nuova vita.

Si perdona
affinché la sua vita
continui a rimanere il dono,
che ha ricevuto.

Non vuole insegnare,
forse imparare.
Perché è curioso senza volerlo.

Gli piace il vino,
quando c’è, se c’è.
Gli riporta alla memoria
chi ha camminato prima di lui,
con meno mezzi,
ma con lo stesso coraggio.

Sono gli antenati conosciuti
o solo menzionati intorno al fuoco
da chi c’era.
Li vede , li sente, cammina con loro
e loro con lui.
Reciprocamente grati camminano.

Non ha paura.
Quasi mai.
Perché ha una Madre che si occupa di lui.

Va, per le strade del mondo,
cantando.
30 agosto 2015

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